Non ci sarà sospensione del procedimento anagrafico per le famiglie dell’isolato di Marzamemi “conteso” tra Pachino e Noto. I 33 cittadini coinvolti, dunque, d’ufficio diventeranno residenti a Noto. L’assessorato regionale della Famiglie e delle Autonomie locali, dopo aver ricevuto l’esposto dei cittadini, ha scritto ai sindaci dei due comuni chiedendo di verificare la situazione dell’isolato del borgo marinaro, compreso tra le vie Giardina, Nuova, Roma, Marsilla, Arimondi e Chiaramida. Le risposte degli uffici anagrafe sono state lapidarie: il procedimento deve necessariamente continuare per garantire l’esatta corrispondenza delle iscrizioni all’anagrafe dei residenti in relazione al territorio comunale. La vicenda è cominciata nel gennaio del 2007, dopo alcune verifiche eseguite dall’ufficio anagrafe di Pachino. Nel corso delle verifiche, emersero delle anomalie che riguardavano 33 cittadini: erano residenti a Pachino ed iscritti nelle liste elettorali pachinesi, nonostante le loro abitazioni ricadessero oltre i confini territoriali pachinesi. Da tale scoperta partì il procedimento anagrafico, segnata da una battaglia delle famiglie che, ancora oggi, non sono disposte a “migrare” a Noto. Per innumerevoli motivi, da quelli sanitari a quelli logistici, sino a quelli economici ed anche affettivi. Per i due comuni, però, non c’è altra soluzione. Soprattutto in vista delle elezioni amministrative a Pachino, previste a giugno. “E’ una cosa che si deve risolvere in tempi brevissimi – ha detto il commissario straordinario del Comune, Margherita Rizza -, poiché potrebbe creare problemi durante le consultazioni elettorali per l’elezione del sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale”. Difatti, mantenendo tale stato, si rischierebbe di viziare le elezioni poiché i cittadini di un comune avrebbero potuto esercitare il loro diritto di voto in un altro comune. Cosa che porterebbe all’annullamento delle consultazioni elettorali, in caso di ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
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