I soldi erano facili con i bancomat trafugati. Gli unici particolari sfuggiti a coloro che effettuavano gli illeciti prelievi, erano le telecamere degli sportelli del palazzo delle Poste e degli istituti di credito. E sono state proprio le riprese dei circuiti di videosorveglianza ad incastrare Vincenzo Lupo, 43 anni, e Maurizio Tuzza, 31 anni, arrestati dai carabinieri della stazione di via Maucini giovedì pomeriggio, con l’accusa di ricettazione e indebito uso di carta di pagamento. Le forze dell’ordine stavano già da diverso tempo col fiato sul collo a Lupo e Tuzza, stando a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, a causa di centinaia di segnalazioni di autovetture scassinate e denunce per furti di borsette, portafogli e telefoni cellulari. Da fine novembre il centro abitato pachinese è stato caratterizzato da vetri di autovetture in frantumi ad ogni angolo di strada. Così, i militari dell’Arma agli ordini del maresciallo Silvio Blandino, hanno avviato una fitta indagine per scovare i responsabili degli episodi di microcriminalità. Gli investigatori speravano di ottenere prove tangibili e le riprese video di dicembre e gennaio hanno accontentato i carabinieri. Con i bancomat, successivamente risultati rubati nelle autovetture e denunciati dai legittimi proprietari, Lupo e Tuzza avrebbero effettuato diversi prelievi negli appositi sportelli. Ma a volto scoperto e chiaramente visibili in volto, stando agli elementi raccolti dagli investigatori. Determinanti sono state le riprese delle telecamere dei circuiti esterni di videosorveglianza dell’ufficio postale di via Anita, lo scorso 17 dicembre in pieno pomeriggio, e quelle dello sportello bancomat della Banca di credito cooperativo di Pachino, in piazza Vittorio Emanuele registrate tra il 10 e l’11 gennaio, durante le ore notturne. Le immagini parlavano chiaro, stando alle indagini svolte dai militari dell’Arma: si trattava proprio dei due arrestati, impegnati a scovare i codici delle carte bancomat risultate rubate. E per due volte ci sono anche riusciti, prelevando poche centinaia di euro ai danni dei conti correnti dei pachinesi C.R., e L.C.. A seguito delle indagini, i carabinieri hanno notificato a Lupo e Tuzza il fermo di indiziati. Giovedì pomeriggio, poco dopo le 18, i due sono stati individuati e bloccati nelle loro abitazioni, ed arrestati dai militari dell’Arma. Dopo le operazioni di rito effettuate nella caserma dei carabinieri di via Maucini, Vincenzo Lupo e Maurizio Tuzza sono stati arrestati e condotti alla casa circondariale di contrada Cavadonna a Siracusa. Dovranno rispondere del reato di ricettazione e uso indebito di carte di pagamento.
Giornale di Sicilia
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