Sarebbe stato aggredito e picchiato a colpi di manganello da due poliziotti ma per la Questura non ci sarebbero riscontri. Una vicenda controversa quella che ha visto coinvolto il pescatore portopalese Giuseppe Raffi, 36 anni, lo scorso 13 febbraio mentre si trovava a Lampedusa per lavoro. Stando alla versione del suo legale, l’avvocato Ornella Burgaretta, il 36enne sarebbe stato “aggredito da due poliziotti – spiega Burgaretta -, alle 23 mentre passeggiava per una via e parlava al telefono, perché lo avrebbero scambiato per un extracomunitario”. Il pescatore è stato ricoverato in un Presidio di emergenza e, successivamente, trasferito all’ospedale “Cervello” di Palermo. “Ma non vi erano mezzi che lo potessero trasportare – spiega Burgaretta -, così Raffi ha dovuto prendere, a proprie spese, un aereo di linea”. L’uomo, stando a quanto sostenuto dal legale, avrebbe rimediato una lussazione della spalla. “Nessuna lettera di scuse – continua Burgaretta , annunciando il ricorso alla magistratura – né un intervento delle istituzioni per dare una spiegazione”. In base alla ricostruzione dei fatti svolta dalla Questura di Agrigento, non ci sarebbe riscontro con quanto raccontato da Raffi. “Mi sono attivato – ha dichiarato il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio -, per capire cosa fosse accaduto”. Il questore intende chiarire alcuni punti che ritiene di fondamentale importanza. “Nel racconto del pescatore – continua Di Fazio - si parla di polizia, ma non con certezza. Anche perché, non facciamo sull’isola servizi di polizia: interveniamo solo nelle emergenze immigrati e per la sorveglianza del centro”. Dunque, Di Fazio escluderebbe che possano essere due agenti di polizia. “E per quel che riguarda le lesioni alla spalla – precisa Girolamo Di Fazio – dall’ospedale “Cervello” parlano di un ematoma guaribile in 4 giorni”.
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