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20
Ago
2009
Una via al marchese Antonio di Rudinì, una piazza per Anpalagan Ganeshu, uno spazio pubblico per Nuzzo Neri
Postato da robbie  nella categoria cronaca
Una via al marchese Antonio di Rudinì, una piazza per Anpalagan Ganeshu, uno spazio pubblico per Nuzzo Neri
Nei giorni scorsi ho presentato all'Amministrazione della città la richiesta di voler intitolare una via cittadina al marchese Antonio di Rudinì Starrabba, una piazza ad Anpalagan Ganeshu e uno spazio pubblico di Marzamemi al compianto Nuzzo Neri. Di seguito copia della richiesta, presentata in data 04 agosto 2009: Il sottoscritto , nella qualità di consigliere comunale di Progetto Pachino – Partito Democratico, con la presente Chiede all’Amministrazione Municipale di voler procedere ad intitolare due vie cittadine e una piazza al marchese Antonio Di Rudinì Starrabba, Antonio Neri detto Nuzzo, Anpalagan Ganeshu, per le seguenti motivazioni: 1) Antonio Di Rudinì Starrabba, presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia e discendente dei fondatori della città di Pachino, fu benefattore per la città e il territorio di Pachino avendo ammodernato con l’impiego di grandi capitali i propri vigneti nel territorio di Pachino durante uno dei momenti di maggiore crisi del settore come fu l’invasione della fillossera negli anni ’90 dell’800. Fece edificare lo stabilimento enologico di c.da Lettiera che fu tra i più moderni dell’isola negli anni di rilancio dell’attività. Del marchese e della famiglia Di Rudinì oggi purtroppo non rimane nulla, a parte lo stabilimento enologico recentemente restaurato dal Comune grazie ad un finanziamento europeo, e persino la via cittadina a lui intitolata dopo la morte, avvenuta nel 1908, e che affiancava l’antica Casa dello stesso in pieno Centro Storico, è stata ri-denominata in tempi successivi. Si chiede l’intitolazione di una importante via cittadina alla figura del marchese Di Rudinì, statista e benefattore di Pachino, preferibilmente l’antica via a lui denominata (attuale via Libertà) o in subordine l’attuale viale Toronto che collega la città di Pachino alla borgata di Marzamemi. 2) Antonio Neri, detto Nuzzo, scomparso nel marzo del 2007, è stato per molti un simbolo della città di Pachino e soprattutto di Marzamemi. Genio e sregolatezza, sin da giovane ha militato nella locale sezione del Partito Comunista Italiano, ricoprendovi importanti incarichi dirigenziali finché una lunga malattia non lo ha progressivamente allontanato dall’attività politica avvicinandolo invece a varie espressioni artistiche popolari esercitate nella pittura naif e nel componimento di numerose poesie popolari, alcune delle quali vincitrici in concorsi regionali e nazionali. Nuzzo Neri è stato a modo suo uno dei primi promotori della borgata di Marzamemi, prima ancora che la stessa venisse conosciuta dai circuiti ufficiali del turismo regionale e nazionale. Di lui sono in migliaia i pachinesi che ne conservano un affettuoso ricordo fissato nella memoria: Nuzzo Neri, seduto su una seggiola davanti al loggione della Tonnara di Marzamemi (come in Piazza Vittorio Emanuele nei pomeriggi invernali) con lo stendino per la biancheria colmo di libretti con le sue poesie e i quadri naif poggiati attorno a lui. Si chiede l’intitolazione di uno spazio nella borgata di Marzamemi, preferibilmente nella zona della Balata, luogo prediletto del compianto Nuzzo Neri. 3) Anpalagan Ganeshu è una delle vittime del terribile Naufragio del Natale ’96, avvenuto nelle acque del Canale di Sicilia a poche miglia da Portopalo di Capo Passero, in cui persero la vita quasi 300 migranti provenienti da varie parti del mondo. Anpalagan Ganeshu, di etnia Tamil, aveva appena 17 anni quando perse la vita nel naufragio ed aveva attraversato le acque del Mediterraneo in fuga dalla guerra civile in corso nello Sri Lanka, suo paese natale, in cerca di un futuro migliore presso la famiglia dello zio presente in Italia. La storia del giovane Anpalagan, come le vicende del naufragio incluse le trame criminose che si celano dietro il mercato dei clandestini, sono state ricostruite dal giornalista Giovanni Maria Bellu in un libro edito da Mondadori nel 2004 dal titolo I Fantasmi di Portopalo. Si propone di intitolare ad Anpalagan Ganeshu la piazzetta della zona Tre Colli di Pachino, meta di incontro e svago dei giovanissimi pachinesi, come testimonianza di un legame forte fra i giovani di tutto il mondo indipendentemente dal colore della pelle, dalla lingua parlata o dalla religione professata. L’intitolazione della suddetta piazza costituisce un importante valore simbolico per i giovani di Pachino, rendendo al tempo stesso onore alla memoria del naufrago: il giovane Anpalagan a 13 anni dalla morte in qualche modo sarebbe riuscito ad approdare nella terra siciliana, e tra i giovani coetanei di Pachino, segno della necessità di reciproca integrazione fra le comunità di migranti e la comunità di pachinesi. Si propone infine, in caso di favorevole accoglimento della presente proposta, di apporre una piccola lapide con la suddetta scritta tratta dal prologo con cui Giovanni Maria Bellu ricorda il giovane Anpalagan Ganeshu: “I sogni dell’adolescenza sono uguali ovunque perché sono essenziali, stanno alla vita emotiva come il cibo sta a quella fisica” (Giovanni Maria Bellu, I Fantasmi di Portopalo). Roberto Bruno

robbie
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Commenti

Il 14 Ott 2009 tony ha scritto:

e a mons. simone sultana, a mons. vincenzo spiraglia? aggiungi questi due nomi... per adesso. viale dei martiri in mare ... potrebbe essere un'altra idea. appoggio la tua e la firmo

Il 04 Ott 2009 emanuele ha scritto:

spero vivamente che l'amministrazione di Pachino possa accogliere le richieste formulate.

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