“Non darsi alibi, non autoassolversi”. Il laboratorio per il cambiamento “Città etica” torna a bacchettare la politica locale e la cittadinanza. Un durissimo documento è stato firmato dal direttivo dell’associazione, con lo scopo di smuovere le coscienze in vista delle prossime elezioni amministrative che consegneranno alla città l’ennesima amministrazione comunale. “Abbiamo dato un tacito e colpevole assenso – si legge – ad una classe politica che, con pochissime eccezioni, ha disamministrato l’ente sino a portarlo sull’orlo del dissesto finanziario”. Una lucida riflessione sul malcostume che ha condannato Pachino allo sfascio sociale e culturale, oltre quello economico e politico. “E mentre – continua il direttivo di Città etica – condanniamo in blocco, ma solo a parole, l’intera classe politica, all’occorrenza facciamo ricorso all’arrogante signorotto politico che promette di poterci favorire in ogni tipo di bisogno personale”. Ma si spinge oltre, Città etica. “Diamo ancora credito – è sottolineato nel documento del direttivo – a uomini politici che, dopo aver clamorosamente sbagliato scelte e uomini, disamministrato e dopo l’ennesima sfiducia proposta o subita, si ripresentano puntualmente e vengono a richiederci il voto”.
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